inquilino non paga affitto: cosa fare?

Quando un inquilino non paga affitto e non mostra buona volontà nel voler sistemare le cose, per il proprietario di casa si crea inevitabilmente qualche grattacapo.

Certamente,  affittare un immobile è un’operazione che può essere redditizia, ma può anche comportare dei rischi, come quello di ritrovarsi con un inquilino moroso.

Ad ogni modo, il locatore ha a disposizione alcune azioni legali per tutelarsi e recuperare i propri soldi.

Quando l’inquilino è considerato moroso?

È da premettere che, chiaramente, pagare l’affitto è uno dei doveri di un inquilino.

Secondo la legge, l’inquilino è considerato moroso quando non paga il canone di locazione entro 20 giorni dalla scadenza.

In caso di locazione abitativa, quindi, se il canone scade il 5 di ogni mese, l’inquilino è considerato moroso se non paga entro il 25.

Cosa fare se l’inquilino è moroso?

La prima cosa da fare è inviare una lettera di diffida all’inquilino, con la quale si intima il pagamento dei canoni non ancora corrisposti entro un termine determinato.

Se l’inquilino non paga entro il termine indicato, è possibile avviare il procedimento di sfratto per morosità.

È importante ricordare che il proprietario di casa non può compiere azioni che possano essere considerate un reato, come ad esempio:

  • Staccare le utenze dell’inquilino;
  • Cambiare la serratura dell’immobile;
  • Entrare nell’immobile senza il consenso dell’inquilino.

Queste azioni, infatti, non rientrano tra i diritti del proprietario di casa e possono comportare conseguenze penali per lui.

Il procedimento di sfratto per morosità

Il procedimento di sfratto per morosità è un procedimento speciale che permette al locatore di ottenere il rilascio dell’immobile affittato. Il procedimento è avviato dal locatore, che si rivolge ad un avvocato.

L’avvocato notifica all’inquilino la citazione per convalida di sfratto per morosità. La citazione è un atto giudiziario che indica la data dell’udienza in tribunale, alla quale l’inquilino può presentarsi e proporre eventuali opposizioni.

Nel corso dell’udienza, il giudice andrà ad accertare lo stato di morosità dell’inquilino e, nel caso in cui le sue verifiche abbiano un esito positivo, egli può emettere l’ordinanza di sfratto.

L’ordinanza di sfratto indica la data entro la quale l’inquilino deve lasciare definitivamente l’immobile.

Se l’inquilino non lascia l’immobile entro la data indicata nell’ordinanza, il locatore può chiedere l’intervento di un ufficiale giudiziario per far sì che l’inquilino abbandoni la casa.

Tra l’altro, è bene sapere che il locatore può recuperare i canoni non pagati dall’inquilino anche dopo aver ottenuto lo sfratto.

Per farlo, può procedere con il pignoramento dei beni dell’inquilino rivolgendosi ad una società di recupero crediti.

Il pignoramento può essere eseguito sui beni come mobili, elettrodomestici, autoveicoli, o sui beni immobili (leggi la nostra guida sul pignoramento immobiliare) come appartamenti, terreni, etc.

In caso di locazione commerciale

In caso di locazione commerciale, i tempi di sfratto sono più lunghi e il giudice può decidere di non convalidare lo sfratto se ritiene che l’inquilino non sia in grado di adempiere al pagamento dei canoni dovuti.

Altre azioni che il locatore può intraprendere

Oltre al procedimento di sfratto, il locatore può intraprendere anche altre azioni per tutelarsi, come:

  • Sottoscrivere preventivamente una polizza assicurativa contro i rischi di insolvenza dell’inquilino;
  • Rivolgersi alla mediazione civile, un procedimento che può essere utile per tentare di trovare un accordo con l’inquilino.

In breve

Avere un inquilino moroso è un’esperienza spiacevole, ma è importante conoscere le proprie azioni e i propri diritti per poter tutelarsi e recuperare i propri soldi.

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