il notaio durante un pignoramento immobiliare

Il pignoramento immobiliare è un procedimento che consiste nell’espropriare uno o più beni immobili (case, terreni, locali commerciali) ad un soggetto che ha contratto debiti e non è in condizioni di ripagare quanto dovuto.

Tuttavia, tale procedura può essere messa in atto soltanto in determinati casi: ad esempio, è impossibile effettuare il pignoramento della prima casa, quando il debito è contratto verso la Pubblica Amministrazione.

Di seguito faremo chiarezza a proposito del pignoramento immobiliare. Vedremo come funziona la procedura, quali sono i tempi e i costi per entrambe le parti e in quali fattispecie il debitore può evitare che si proceda all’espropriazione della prima casa ed ottenere la cancellazione del procedimento immobiliare.

Cos’è il pignoramento immobiliare?

pignoramento prima casa

Per pignoramento immobiliare si intende il pignoramento di un immobile, sia esso un appartamento o un bene di altra tipologia. Per la legge (Art. 555 del Codice di Procedura Civile) , se la persona che ha contratto debiti e non riesce più a ripagare quanto pattuito, può essere soggetta all’espropriazione dei propri beni (auto, case, etc.), fino al raggiungimento della somma dovuta al creditore.

Tra i beni pignorabili, vi sono anche i beni immobili, ovvero ville, appartamenti, negozi.

Il creditore, dunque, una volta appurato il diritto ad ottenere tali somme, può dare inizio alla procedura di pignoramento immobiliare, indicando i beni in possesso del debitore che andranno espropriati e messi in vendita all’asta.

Al contempo, però, il debitore può opporsi all’atto di pignoramento, sia indicando la non pignorabilità dei beni in questione, sia prendendo differenti accordi con la parte creditrice (es. rateizzazione del debito, la cosiddetta “conversione del pignoramento immobiliare”).

La procedura del pignoramento immobiliare

la procedura del pignoramento immobiliare

La procedura di pignoramento immobiliare è un’operazione complessa, che prevede vari passaggi (dal processo per appurare l’ammontare esatto del debito alla selezione dei beni da espropriare, fino alla trascrizione del pignoramento immobiliare e, dunque, all’effettiva messa in vendita) e che, soprattutto, può essere evitata in certi casi.

Il debitore, infatti, per bloccare il pignoramento immobiliare ed evitare dunque l’espropriazione di case e terreni, può richiedere ulteriore tempo per saldare i propri debiti, optando per un pagamento a rate o rinviando la data della messa all’asta.

Inoltre, qualora questi dovesse trovare la somma necessaria per coprire il debito, potrebbe eseguire la conversione del pignoramento immobiliare e, di conseguenza, rimanere legalmente in possesso dei beni immobili in questione.

Ovviamente, dare atto alla procedura di pignoramento immobiliare, così come opporsi ad essa, comporta spese elevate (dall’onorario degli avvocati ai costi per produrre documenti, etc.), in quanto si tratta di un procedimento giudiziario a tutti gli effetti.

Pignoramento immobiliare della prima casa: quando è possibile?

Come già accennato, il pignoramento immobiliare è possibile soltanto in alcuni casi.

I cittadini che possiedono un unico immobile (utilizzato come prima casa, e cioè come luogo di residenza) sono tutelati dai casi di pignoramento, a partire dal 2013.

La Legge n. 69 del 21 Giugno 2013 (“Decreto del fare”), infatti, ha introdotto il divieto di pignoramento della prima casa di proprietà del debitore, purché il debito sia contratto verso Equitalia/Agenzia delle Entrate e vengano rispettate le seguenti tre condizioni:

  • il debitore non deve possedere altri immobili;
  • il debitore deve risiedere nell’immobile in questione;
  • l’immobile non dev’essere accatastato come bene di lusso.

Ricordiamo, comunque, che nel caso di cartelle superiori a 20.000 euro, l’agente per la riscossione potrebbe sempre disporre l’ipoteca della prima casa. Inoltre, il divieto di eseguire il pignoramento della prima casa decade nel momento in cui il creditore è un soggetto privato, sia esso una persona (come nel caso dell’ex coniuge o di un familiare che ha prestato del denaro), ma anche un’azienda, una Banca o una finanziaria.

In quali casi è possibile opporsi ad un pignoramento immobiliare?

come bloccare un pignoramento immobiliare

Il debitore può fermare l’esecuzione di un pignoramento immobiliare in due modi:

  • se l’esecuzione forzata non è iniziata, è possibile presentare appello e richiedere la sospensione (la decisione viene presa nel secondo grado di giudizio);
  • se l’esecuzione è già in corso, soltanto il giudice può decidere di sospendere il pignoramento immobiliare, purché sussistano gravi motivi come giustificazione.

Di conseguenza, il debitore che vede la possibilità di un pignoramento immobiliare e che non può addurre valide ragioni per interrompere il procedimento, né estinguere il proprio debito in altri modi, farebbe meglio a far valutare l’immobile e mettere autonomamente in vendita la casa, per evitare, così, un’eccessiva svalutazione del bene e gestire la trattativa in prima persona. In questi casi, scegliere l’agenzia immobiliare giusta si rivela fondamentale, per ricavare una somma più elevata dalla vendita e ripagare il debito con maggiore tranquillità.

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